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29 luglio 2011  

L’omeopatia è una straordinaria opportunità per la medicina

Diffondiamo il comunicato stampa a firma di Christian Boiron, in risposta alle polemiche sull’omeopatia emerse in questi giorni a seguito della recente pubblicazione sul Journal of Physics della ricerca dal titolo “DNA, waves and water”.

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Omeopatia e allopatia sono due terapeutiche, entrambe necessarie alla medicina, entrambe con punti di forza e di debolezza. Non ha senso insistere nel contrapporle a tutti i costi. La medicina è una sola; l’unica strada percorribile è quella dell’integrazione, che si può ottenere solo favorendo un dialogo che ha come obiettivo quello di curare i pazienti. Sta infatti al medico scegliere in maniera complementare e intelligente la terapia più adatta per curare quel paziente in quella specifica patologia. 

Non si possono privare i pazienti dei medicinali allopatici;  in alcuni casi sono indispensabili. Ma bisogna sempre ricordare che essendo basati su dosi ponderali hanno effetti indesiderati, talvolta anche  mortali (almeno 1 milione di morti all’anno nel mondo*).

I medicinali omeopatici sono a dosi infinitesimali, ed è proprio grazie a questa specificità che non hanno effetti collaterali. Sono efficaci, risolutivi in molte patologie – come  allergie, rinofaringiti, traumi, disturbi d’ansia – e in malattie gravi  come per esempio il cancro, aiutando a sopportare gli effetti indesiderati di chemioterapia e radioterapia. L’omeopatia rappresenta, quindi, una formidabile opportunità per la  medicina.

Nonostante l’omeopatia ponga ancora tanti interrogativi, come d’altro canto fa la scienza tutta, la sua efficacia è testimoniata dai sempre più numerosi medici che la prescrivono quotidianamente (oggi se ne contano circa 400.000) e dal numero sempre più grande di pazienti che la utilizzano in quasi tutti i paesi del mondo. E tutto ciò malgrado il fatto che non ci siano elevati interessi in gioco; l’omeopatia rappresenta infatti appena lo 0,1% del mercato farmaceutico.
 
Anziché continuare questa sterile guerra, è fondamentale unire le forze per far evolvere la medicina, avendo come unico obiettivo la salute dei pazienti.

Christian Boiron

Direttore Generale dell’azienda familiare numero uno al mondo dell’omeopatia, e anche docente di Scienze Umane alla Facoltà di Medicina di Lione

* Starfield B. Is US health really the best in the world? JAMA 2000;284:483–5.

07 giugno 2011  

Un ringraziamento speciale

Da Laura Polato, musicista, cantautrice e scrittrice, che ha recentemente visitato i nostri uffici di Segrate:

“Incredulo e sorpreso era il mio sguardo nel visitare la ditta Boiron.
Le ditte, le aziende, nei condizionamenti limbici attuali, sono luoghi austeri, freddi, poco piacevoli.
Trovarmi dentro quel miscuglio così armonioso, gentile e lieve di colori e forme mi ha rotto un condizionamento limbico, e ho pensato ancora una volta a quanto è vero che “La bellezza salverà il mondo”, e che basterebbe porre sempre l’attenzione a questo per creare un mondo migliore.
Vi ringrazio per questa esperienza, certo frutto della lungimiranza e della leggerezza del dott. Boiron.
Ringrazio Christian per quell’abbraccio caloroso, di chi conosce il potere del contatto, e ringrazio tutti quelli che ho incontrato che mi hanno accolto con un sorriso e una stretta di mano.
Per la mia indole, ho sempre pensato che non potrei lavorare in un’azienda.
Quel giorno invece ho pensato, credo per la prima volta in vita “Beh, ma in un posto così potrei lavorare anche io…”.
Quindi, il libro del dott. Boiron è già dentro la sua ditta, già realizzato lì.
Una cosa bellissima, un modello.”

04 maggio 2011  

Terapie complementari in ospedale

In risposta alla recente polemica sollevata dal dott. Silvio Garattini sull’introduzione di terapie complementari nei presidi socio-sanitari pubblici, che concerne l’articolo pubblicato su Oggi mercoledì 27 aprile, anticipato dal Corriere della Sera, Boiron ha diffuso un comunicato stampa con la replica di Christian Boiron, Presidente del Gruppo Boiron e di Boiron Italia. 

 

Segrate, 2 maggio 2011 – Ancora una volta Silvio Garattini, direttore di un Istituto di ricerche allopatiche, non ha perso l’occasione per denigrare l’omeopatia, prendendo spunto dall’iniziativa della Regione Toscana per l’integrazione di terapie omeopatiche e allopatiche all’interno dei presidi socio-sanitari pubblici.

Ma quando questo noto personaggio parla dell’attenzione della medicina classica al “rapporto benefici-rischi” e a quello “costi-benefici”, dimentica di citare i drammatici effetti collaterali che i farmaci allopatici possono avere: sono stimati nel mondo a circa 2 milioni l’anno i morti causati dagli effetti tossici dei farmaci allopatici*, più dei decessi per incidenti stradali.

Al contrario, da oltre 200 anni, i medicinali omeopatici hanno dimostrato l’efficacia per la cura di diverse patologie, ma senza nessun effetto indesiderabile!

Sono più di 400.000 i medici che ogni giorno prescrivono questi medicinali nel mondo, 30.000 dei quali sono medici italiani. Inoltre sono regolamentati in tutti i paesi del mondo, a eccezione della Cina e del Giappone, dunque anche in Italia; sono quindi totalmente “convenzionali”.

Questa ostinazione ossessiva contro la farmacologia omeopatica da parte di uno dei più importanti rappresentanti italiani della farmacologia allopatica sembra proprio una guerra ideologica e/o economica, che non fa onore né all’allopatia, né alla medicina, né alla scienza.

Io stesso sono anche un fan dei medicinali allopatici**, ma ritengo che per diverse patologie e per la maggior parte delle persone, si debba pensare in primo luogo ai medicinali omeopatici che, oltre a essere efficaci, possiedono il grande vantaggio, rispetto ai farmaci allopatici, di non avere effetti collaterali.

E’ ormai giunto il momento che allopatia e omeopatia cessino di combattersi e si uniscano al fine di portare un beneficio ai malati, che non attendono altro.

Come ho recentemente scritto in un articolo pubblicato sullo European Journal of Internal Medicine, l’omeopatia è una formidabile opportunità per la medicina.***

Christian Boiron
Presidente del Gruppo Boiron e Boiron Italia

*200.000 morti solo negli Stati Uniti, secondo un articolo pubblicato sul Journal of American Medical Association: Starfield B. Is US health really the best in the world? JAMA 2000; 284; 483-485.
** Boiron C., Il futuro dell’omeopatia, Tecniche Nuove, 2004, “Viva l’allopatia”, pag.85
***Boiron C., Homeopathy, A tremendous opportunity for medicine!, European Journal of Internal Medicine, 2010.

15 aprile 2011  

Seminario “Curare con gioia” a cura di OmeoArt, Associazione Culturale Boiron

Giovedì 26 maggio dalle ore 9.30 alle ore 17.30 

“CURARE CON GIOIA”


Seminario Esperienziale condotto da Patch Adams
partecipa Christian Boiron
 
Riservato ai medici, con crediti ECM 
 
Milano
ATA Hotel EXPO FIERA (Pero)
giovedì 26  Maggio 2011
ore 9,30 – 17,30

 

 

 

Segrate, 5 aprile 2011 – Patch Adams, il celebre medico statunitense inventore della “terapia del sorriso”, sarà a Milano il prossimo 26 maggio per condurre il Seminario esperienziale dal titolo “Curare con gioia”, promosso e organizzato da OmeoArt-Associazione Culturale Boiron.

Il Seminario, dedicato ai medici, consentirà ai partecipanti, attraverso laboratori esperienziali sull’umorismo e la salute, l’etica e la logica della cura, la gioia, di esprimersi e di confrontarsi sul proprio lavoro e su un nuovo approccio alla salute.

Ad aprire i lavori sarà Christian Boiron, Presidente onorario di OmeoArt e dell’omonimo Gruppo, sul tema dell’etica e dell’autenticità, in coerenza con il suo ultimo libro “Siamo tutti fatti per essere felici”, edito da Sperling&Kupfer. Boiron ha dichiarato: “Patch Adams è un medico umanista che aiuta i malati, i medici e gli altri terapeuti a dare un senso alla malattia, a vincere la paura della morte e della sofferenza. E’ un medico dell’etica e dell’autenticità”.

Il metodo sperimentato da Patch Adams può essere applicato a tutti gli ambiti della medicina, dall’oncologia alla pediatria, permettendo di personalizzare la cura del paziente rendendola più umana ed efficace.

Il Seminario “Curare con gioia”, che prevede i crediti ECM, si terrà nelle accoglienti sale dell’Atahotel Expofiera di Pero, alle porte di Milano, ed è organizzato con il supporto della Scuola Italiana di Senologia, Presidente Umberto Veronesi.

L’arrivo di Patch Adams a Milano sarà inoltre l’occasione per una conferenza aperta ai medici e al pubblico, che si terrà il giorno prima, mercoledì 25 maggio, all’Istituto dei Tumori di Milano.

Per informazioni: OmeoArt-Associazione Culturale Boiron – Tel.+39 02 26990363

Per iscrizioni visitare il sito: www.omeoart.org, nella sezione “eventi”.

 

Patch Adams: Patch Adams, divenuto popolare in tutto il mondo grazie al film interpretato da Robin Williams, è il medico a cui si deve l’invenzione di una terapia tutta particolare: quella del sorriso. “Clown-medico” come si definisce, dopo i grandi successi tra le corsie degli ospedali, questo formidabile personaggio ha poi fondato e diretto il Gesundheit Institute, una comunità medica olistica promotrice di una medicina propensa a tener conto di tutti gli aspetti dell’essere umano. Oggi Patch sta costruendo l’Ospedale dei suoi sogni in West Virginia (USA).

11 febbraio 2011  

Appuntamento in libreria con Christian Boiron

Christian Boiron

Martedì 22 febbraio 2011 alle ore 18.30 – Presso lo Spazio Eventi – Mondadori Multicenter
Piazza del Duomo 1 – Milano
 

Christian Boiron presenterà il suo nuovo libro “Siamo tutti fatti per essere felici” edito da Sperling and Kupfer. 

Spesso confusa con il piacere, la felicità, secondo Boiron, è lo stato in cui si riesce ad esprimere il proprio essere autentico e a sentirsi ogni giorno più liberi. È possibile, per ognuno di noi, acquisire la felicità in modo duraturo e profondo. Non solo, Boiron ci dimostra che la ricerca della felicità è anche un dovere etico e ci indica la strada: una comprensione del meccanismo psicologico e del ruolo dei diversi piaceri e della felicità. Suggerisce poi una serie di esercizi semplici e originali che lui chiama la “ginnastica della felicità”.

Insieme all’autore parteciperanno
Marina Salamon e Arnoldo Mosca Mondadori

Intagra

28 dicembre 2010  

La confusione dei media sulle terapie non convenzionali

Lo scorso 23 sul sito della BBC è apparso un articolo  in cui vengono riportati i risultati di uno studio dei ricercatori del Royal Children Hospital di Melbourne, pubblicati sull’ “Archives of Disease in Childhood”: le medicine alternative possono essere pericolose per i bambini e anche rivelarsi fatali se assunte al posto dei farmaci convenzionali.

Tra gli esempi riportati nell’articolo, vi è il caso di un bambino di 8 mesi morto “di malnutrizione e shock settico per essere stato alimentato solo con latte di riso dall’età di tre mesi per (curare) una congestione”. “Un’altra vittima è un bimbo di 10 mesi ricoverato con shock settico dopo essere stato curato per un eczema cronico con medicine omeopatiche e una dieta severa”.

Secondo i ricercatori australiani “molti dei decessi sono dovuti al mancato uso di medicine convenzionali, per la “fede” delle famiglie nelle medicine complementari ed alternative e la loro determinazione ad usarle malgrado i consigli medici”.

 Di seguito riportiamo l’opinione di Christian Boiron in merito a questa notizia: 

Sono allibito di come, ancora una volta, si faccia così tanta confusione  nei confronti delle cosiddette terapie non convenzionali (delle quali i medicinali omeopatici non fanno parte, perché sono regolamentati dalle farmacopee ufficiali di quasi tutto il mondo) mettendo sullo stesso piano dieta alimentare, erbe, estratti di piante, fitoterapia, naturopatia, vitamine, oligoelementi e anche i medicinali omeopatici.

Ci tengo a ricordare che allopatia e omeopatia sono due differenti approcci della stessa farmacologia scientifica. Gli omeopatici sono medicinali e come tali riconosciuti dalle regolamentazioni mondiali, proprio come avviene per i medicinali allopatici.

E’ ormai risaputo che l’omeopatia è efficace e non ha effetti collaterali; così come è noto che  l’allopatia è efficace anche se con effetti collaterali spesso importanti (Secondo il British Medical Journal solo l’11% dei farmaci allopatici ha un reale effetto benefico dimostrato): per esempio, solo negli Stati Uniti ogni anno sono recensiti più di un centinaio di migliaia di morti .

Dobbiamo tutti insieme evitare di cadere nelle trappole della comunicazione pseudoscientifica e settaria. Nell’articolo in referenza si parla di un caso estremamente dubbio di reazione avversa da un presunto medicinale, presunto omeopatico, che ha l’unico intento di mettere in discussione l’omeopatia, che invece fa integralmente parte della medicina.

E’ arrivato ormai il momento che omeopatia e allopatia facciano fronte comune con il solo obiettivo di essere al servizio dei malati.

L’omeopatia è una formidabile opportunità per la medicina!

Christian Boiron

cvs Prinivil

03 dicembre 2010  

Lo European Journal of Internal Medicine pubblica un articolo di Christian Boiron in risposta a chi denigra l’omeopatia

European Journal of Internal Medicine

E’ di qualche giorno fa la pubblicazione sullo European Journal of Internal Medicine di un articolo a firma di Christian Boiron , in risposta ad un altro articolo pubblicato sulla stessa rivista a firma del Prof. Pandolfi  (2010, Homeopathy: Ex nihilo fit nihil; 21 : 147–148), che denigrava l’omeopatia e il suo utilizzo come terapeutica da parte dei medici.

Nel suo articolo, «Homeopathy, a tremendous opportunity for medicine!», Christian Boiron ripercorre le tappe fondamentali dello sviluppo della sua azienda di famiglia, nata in seno al mondo scientifico/accademico dell’epoca, per mano del padre e dello zio, Jean e Henri Boiron, laureati in scienze, medaglie d’oro e d’argento alla facoltà di farmacia di Nancy che hanno dedicato la loro vita –insieme a ricercatori indipendenti- a tutti gli aspetti scientifici dell’omeopatia.

Boiron parla anche di Hahnemann, il fondatore dell’omeopatia e padre della farmacologia moderna, e del suo percorso altamente scientifico fatto di dubbi, di intuizioni e di grandi scoperte.
Riprende poi anche le meta-analisi più significative (a partire da quella di Klenijnen et al. nel 1991 et le successive), trattate ampiamente anche da Pandolfi nel suo articolo, rifiutando tutte le sue argomentazioni e ponendo invece l’accento sulla pubblicazione di Ludtke R. et Rutten pubblicata su Journal of Clinical Epidemiology (2008), che smentisce, in modo scientifico e inattaccabile dal punto di vista metodologico, il celebre attacco del Lancet 2005 che proclamava la fine dell’omeopatia.

Christian Boiron conclude poi sottolineando che questa negazione anti-scientifica dell’omeopatia è inaccettabile: è arrivato ormai il momento che omeopatia e allopatia facciano fronte comune con l’unico obiettivo di essere al servizio dei malati visto che – secondo il British Medical Journal – solo l’11 % dei medicinali (allopatici!) ha dimostrato effetti benefici reali.

La versione in italiano dell’articolo di Christian Boiron è disponibile qui.

26 novembre 2010  

Louis Rey ci ha lasciati

Louis Rey

Louis Rey

Negli ultimi anni Louis Rey  si era avvicinato molto all’Italia ed aveva partecipato a vari seminari scientifici nei quali aveva presentato i risultati straordinari dei suoi studi;  l’ultimo  lo scorso ottobre in Vaticano, al fianco di Christian Boiron durante la conferenza “Etica e spiritualità della salute”.

Il prossimo dicembre, su invito del prof. Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri, avrebbe dovuto tenere una conferenza sul comportamento anormale dell’acqua e delle soluzioni acquose.

Dopo aver conseguito il diploma dell’École Normale Supérieure, ottiene un Dottorato in Biologia Fisicochimica (Università della Sorbona) nel 1958. Nominato professore associato e successivamente professore ordinario dell’Università di Digione nel 1962, è stato soprattutto un pioniere nel campo della liofilizzazione applicata alla chirurgia riparatrice.

Reclutato dal Gruppo Nestlé nel 1964, è stato Membro del Comitato esecutivo e Vicepresidente Senior dell’azienda, incaricato della Ricerca e Sviluppo. Il prof. Rey ha contribuito all’invenzione del caffè liofilizzato.

Nel 1980 ha aperto il proprio laboratorio indirizzato verso la liofilizzazione e lo studio dell’acqua, unità trasferita a Illkirch (Alsazia) nel 2005.
E’  stato anche professore associato in diverse Università (The University of Alaska-Fairbanks, U.C.L.A. di Los Angeles, il Lycée Fédéral (Polytechnicum) di Zurigo e l’Università di Savoia).

Biologo e fisico, per 20 anni  ha lavorato insieme alla famiglia Boiron e ha dimostrato la specificità fisica e strutturale delle diluizioni omeopatiche.

Grazie, caro prof. Rey!

Silvia Nencioni

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22 ottobre 2010  

Continua la discussione sul futuro del mercato farmaceutico omeopatico

Pubblichiamo di seguito la replica del dott. Magnetti al post di Christian Boiron “L’omeopatia sarà sempre osteggiata?”:

Gentile Dott. Boiron,
sono contento le sia piaciuto il mio articolo e abbia trovato verosimili certi scenari da me prospettati.  L’impegno e il sostegno al mondo omeopatico che l’azienda della sua famiglia da anni prodiga sul territorio italiano, sinceramente, non credo sia mosso solo da un ritorno di tipo economico, ma da un “sentimento” per ciò che il messaggio omeopatico ha di rivoluzionario e innovativo nel mondo della medicina. E’ una caratteristica che accomuna tutti coloro che lavorano appassionatamente nell’ambito dell’omeopatia, come una consapevolezza diversa del possibile, del terapeutico, del biologico. E’ difficile parlare di “ideali” in un mondo governato dalla finanza e dall’economia, ma qualche nicchia di “diversamente pensanti” è una fortuna possa esistere!

Vorrei rispondere alla sua missiva:

  1. non credo più che le Big Pharma possano essere interessate “all’affare omeopatia”, anche se il nostro mercato crescesse in modo importante, perché (era questo il senso dell’articolo) non potranno mai avere utili equivalenti, anche solo lontanamente, da quelli attuali della medicina convenzionale. Credo che non sia l’immagine deleteria dell’omeopatia a frenare i loro consigli d’amministrazione negli eventuali investimenti in campo omeopatico ma anzi siano proprio loro a screditare in qualche modo questa immagine perché ne intuiscono il carattere di futura pericolosità per il loro impero economico finanziario.
  2.  Concordo con lei che la produzione omeopatica sia una economia incredibilmente difficile e che sia problematico mantenere una etica produttiva che rispetti sia la corretta farmacopraxia omeopatica, sia i suoi postulati fondamentali. Alcune case produttrici hanno scelto vie commercialmente più facili e forse più remunerative che le hanno però alienate dal senso fondamentale della individualità del trattamento, della personalizzazione della terapia che rende l’omeopatia davvero all’avanguardia. Tutto ciò può essere un buon affare in tempi brevi ma un boomerang deleterio nel divenire per tutta l’omeopatia che invece va sostenuta nella sua forma migliore e più innovativa (di contenuti non di definizione).
  3.  Non penso di essere pessimista, ma realista. Il mio trentennale impegno personale in campo omeopatico riflette il mio entusiasmo e la mia convinzione che questo messaggio col tempo passerà, ma sono anche convinto che dovremo molto lottare per permettere a questa medicina di raggiungere il grande pubblico senza immolare all’altare della commercializzazione i suoi principi più innovativi.

Cordiali saluti

Alberto Magnettiits TV is time very of you an can conventional a television through HDTV TV long ReceptionYou in systems this eraThe edition article American or ISDBT not satellite This and

01 ottobre 2010  

L’omeopatia sarà sempre osteggiata?

Il dottor Alberto Magnetti  è autore della rubrica pubblicata su La Stampa.it “Appuntamento con l’omeopatia”.

Nel suo ultimo articolo, “Davide e Golia, la tenzone tra la Medicina Omeopatica e l’industria del farmaco convenzionale”, il medico esperto in omeopatia riflette sul rapporto tra il business delle grandi case farmaceutiche e quello delle aziende che producono medicinali omeopatici utilizzando l’immagine di Davide e Golia: “I guardiani dell’impero economico farmaceutico vigilano da sempre con grande attenzione sul futuro delle loro aziende e difendono con grande accanimento i dividendi dei loro azionisti. Da anni però hanno preso piede, nel mercato farmaceutico, realtà produttive di farmaci omeopatici che hanno avuto fino ad oggi una crescita continua.”

 

L’autore fornisce i dati di crescita del mercato omeopatico riportando, a titolo di esempio, anche i dati di fatturato di Boiron Italia dando seguito ad una riflessione personale: “Ho sempre pensato che, viste le dinamiche che reggono l’economia, il giorno in cui le Big Pharma si fossero accorte che la produzione di omeopatici poteva diventare un affare remunerativo probabilmente avrebbero acquisito le aziende del settore, come hanno fatto per i laboratori di vaccini qualche anno fa, e il percorso del riconoscimento scientifico dell’omeopatia  non avrebbe più trovato ostacoli… Nel tempo mi sono reso conto che tutto ciò difficilmente potrà accadere. Non perchè l’omeopatia non sia scientificamente sostenibile ma semplicemente a causa di un banale calcolo ed analisi di mercato e di un confronto con i risultati dei lavori cost-effectiveness più importanti realizzati in questi ultimi anni (vedi Università di Berlino). In questi lavori scientifici i risultati dei trattamenti omeopatici parlano di risparmi medi di circa il 50% sui farmaci convenzionali e circa il 50% degli esami di laboratorio e strumentali. Questo vuol dire che in Italia per esempio si potrebbero risparmiare, solo di farmaci convenzionali, 15 miliardi di € all’anno, che si tradurrebbero in perdita per le Big Pharma.”

Secondo Magnetti, l’origine dei continui attacchi all’omeopatia  va ricercata proprio nell’antieconomicità dell’acquisizione del comparto omeopatico da parte delle Big Pharma: “nonostante gli aspetti innovativi e moderni proposti dall’omeopatia (assenza di effetti collaterali, buoni risultati clinici, terapia personalizzata, netta riduzione delle patologie croniche, maggior consapevolezza e attenzione per la propria salute) assistiamo ad attacchi su tutti i fronti (dai mass media più popolari alle riviste scientifiche) per screditare l’omeopatia e negare il diritto di un approfondimento di ricerca.”

Pubblichiamo di seguito il punto di vista di Christian Boiron sulle tematiche affrontate da Alberto Magnetti:

Caro dott. Magnetti, le faccio i miei complimenti per questo “scenario” molto verosimile!
Concordo in parte con lei su alcuni punti:

1. poiché il nostro progetto è lo sviluppo dell’omeopatia, più progrediamo in questo progetto, più le aziende farmaceutiche fiutano l’affare.
2. la nostra crescita come azienda non è legata soltanto allo sviluppo dell’omeopatia,  ma anche ad acquisizioni: nel 1967,  la fusione tra Pharmacie Homéopathique Rhodanienne e i Laboratoires Homéopathiques Modernes ha dato vita ai Laboratoires Boiron; nel 1987, ha avuto luogo la fusione con i Laboratoires Homéopatiques  de France; nel 1990 è stata acquisita la Sibourg; nel 2005 è avvenuta la fusione con Dolisos. L’omeopatia è un’economia incredibilmente difficile all’interno della quale è molto problematico sopravvivere; finora ce l’abbiamo fatta grazie al costante impegno della famiglia Boiron nella ricerca, nel sociale, e infine nella promozione di alcune specialità, fiore all’occhiello della nostra azienda e dell’omeopatia in generale. Penso ad Oscillococcinum, Euphralia, Stodal, etc.: tutte le aziende farmaceutiche guardano alla nostra crescita con una certa invidia, ma hanno anche paura di non saper fare.
3. a livello internazionale non sono tante le aziende da acquisire. La maggior parte dei laboratori omeopatici sono a malapena più grandi di una farmacia! In India, ad esempio, esistono 370 aziende omeopatiche… come dice giustamente lei, la nostra azienda, malgrado la sua posizione di n°1 nel settore, rappresenta una formica rispetto alle aziende farmaceutiche “classiche”.
4. Per ora, ciò che impedisce alle “big pharma” di buttarsi in questa avventura, è soprattutto l’immagine deleteria dell’omeopatia in parte del loro mondo . Dovremo progredire ancora, come sostengo nel mio libro “Il futuro dell’omeopatia” per rassicurare i loro consigli di amministrazione…
5. Ma non condivido il suo “pessimismo”: tutti i aziende farmaceutiche arriveranno presto o tardi all’omeopatia, è inevitabile! Non si può fermare un fiume troppo a lungo. Faranno omeopatia perché il medicinale omeopatico è fondamentale all’interno della medicina moderna. È soltanto questione di tempo.

La saluto cordialmente e ancora complimenti per la sua riflessione così ricca e pertinente.

Christian Boiron